Quando non ci riescono politicamente fanno intervenire a bacchetta la magistratura amica
Marine Le Pen non è l’unica leader di destra al mondo ad affrontare una sentenza che arriva metodicamente al momento opportuno per facilitare il lavoro dei suoi avversari politici.
Una forma di persecuzione giudiziaria che non conosce barriere: in Francia, Nicolas Sarkozy o François Fillon ne sono stati vittime mentre una certa Éva Kaïlí, deputata europea socialista , vicepresidente del PE , colta con il suo entourage in flagranza di detenzione di centinaia di migliaia di euro in piccole taglie nel dicembre 2022, è stata reintegrata pacificamente nel Parlamento europeo in attesa di un giudizio definitivo ( senza accennare ai soldi da restituire) . Osserviamo che i tribunali si sono ormai impegnati ad attaccare scientemente i leader di destra e più in generale quelli conservatori.
Donald Trump ne ha parlato evocando Marine Le Pen, in risposta alle domande dei giornalisti. “È molto grave” – , ha detto il capo della Casa Bianca-. So tutto di questa storia , molti pensavano che non sarebbe stata condannata ed invece è stato dichiarata ineleggibile per cinque anni, pur essendo la candidata favorita alle prossime elezioni presidenziali.
Strani parallelismi: la vicenda assomiglia molto ai numerosi procedimenti giudiziari avviati contro Trump mentre lavorava alla sua campagna elettorale. Con Trump però i giudici non hanno osato l’ineleggibilità’
Accusato dal 2021 al 2024, nel caso dell’assalto al Campidoglio, quei procedimenti giudiziari sono stati abbandonati nel novembre 2024. Perseguito per frode elettorale in Georgia, per i casi di occultamento di documenti classificati a Mar-a-Lago, quei procedimenti giudiziari sono stati abbandonati nel 2024.
Anche se Trump è stato condannato, nel 2025, in un caso di falsificazione di conti durante la campagna del 2016 e, nel 2024, per sovravalutazione fraudolenta di beni, i giudici non hanno mai osato infliggergli una pena di ineleggibilità.
Nel caso della falsificazione dei suoi conti del 2016, la Corte Suprema aveva persino rinviato la sua decisione per evitare di influenzare le vicine elezioni presidenziali – ha sentenziato il giudice.
In Italia, anche Giorgia Meloni resiste a una vera e propria guerriglia giudiziaria. Il 6 marzo scorso la Corte di Cassazione italiana ha condannato il governo di Meloni a risarcire i migranti perché il ministro dell’Interno di allora, Matteo Salvini , aveva rifiutato di autorizzare lo sbarco nel porto di Catania. Salvini aveva allora messo l’UE ai piedi del muro: o gli altri paesi membri accoglievano questi migranti, o l’Italia non avrebbe più contribuito al bilancio comunitario.
Giorgia Meloni e i suoi ministri dell’interno e della Giustizia, Piantedosi e Nordio sono indagati per l’espulsione di un funzionario libico, Osama Almasri, capo della polizia giudiziaria libica e comandante della prigione libica di Mitiga, ricercato dalla Corte penale internazionale.
Anche in questo caso Meloni accusa i magistrati di politicizzare la loro funzione. Infine, i giudici della corte d’appello di Roma stanno indagando per detenzione dei 49 migranti arrivati all’inizio del mese all’hotspot di Shëngjin, in Albania.
Inutile menzionare le innumerevoli procedure avviate dall’UE contro l’Ungheria, tra gli altri, e sull’oppositore rumeno Georgescu, a cui è stato proibito di ripresentarsi alle elezioni presidenziali che aveva vinto già’ una prima volta.
Fuori dall’Europa, anche il presidente argentino Javier Milei è oggetto di un’offensiva giudiziaria: avrebbe promosso, per breve tempo, un’oscura criptovaluta, Libra, il cui corso è salito bruscamente prima di crollare. I piccoli investitori avrebbero perso parte dei loro risparmi in questo colpo di fisarmonica. Milei nega qualsiasi coinvolgimento, ma sono state presentate diverse denunce contro di lui per corruzione e l’ex presidente Cristina Kirchner, un simbolo di virtù in politica, non si è fatta pregare ed ha accusato Javier Milei di essere un “cripto-truffatore”.
La sinistra a questo punto potrà additare al pubblico ludibrio la disonestà dei conservatori di destra , altri forse si interrogheranno sullo strano parallelismo e riterranno invece che i principali leader patrioti siano oggetto di un accanimento giudiziario.
A questo punto , l’ultima arma escogitata dal sistema globalista ormai in bancarotta, che vuole però mantenersi al potere con tutti i mezzi, anche quelli giudiziari , ma contro la volontà dei popoli.
Eugenio Preta