L’UE si affida ai giudici per abbattere coloro che, politicamente, combattono le sue derive

Che l’Unione europea sia un sistema oligarchico abbastanza lontano dalla democrazia e dal popolo non è una scoperta. Ciò che è nuovo è che si appoggi ai giudici per abbattere coloro che, politicamente, combattono le sue derive.

Stranamente, i popoli si sono fatti convincere a ri-votare quando avevano già respinto una prima volta il progetto di trattato europeo: gli irlandesi quando avevano bocciato il trattato di Nizza ed i Danesi quando si erano opposti a più riprese al trattato di Maastricht.
Il progetto di Costituzione europea, poi era stato respinto con un referendum dalla Francia ed anche dai Paesi Bassi.
Come se tale bocciatura dei popoli non significasse niente, Sarkozy fece adottare per via parlamentare un testo esattamente uguale a quello respinto dal popolo francese.

La Brexit ha poi allarmato il sistema convincendolo di quanto fosse pericolosa  la democrazia e di come fosse necessaria coniare  la nuova nozione di « Stato di diritto ».
I governi della Polonia e dell’Ungheria, accusati di attentare allo Stato di diritto, hanno così dovuto sopportare attacchi  legali e ricatti finanziari.

All’origine della condanna di Marine Le Pen c’è l’amministrazione del Parlamento europeo messa in moto dal socialista tedesco Martin Schulz e da Christiane Taubira, una santa alleanza tra l’eurocrazia e la sinistra. La manovra politica è evidente ed ora evidenzia in maniera esplicita quanto possa essere pericoloso mettere in discussione il sistema oligarchico europeo-globalista in salsa woke, diventato dalla nuova elezione di Trump, una belva in agonia che vede sempre più  vicina la fine della sua presa sul mondo occidentale.

La strumentalizzazione del diritto da parte dell’UE non è nuova ed è nella natura stessa di questo impero della norma giuridica. Il fatto nuovo è che oggi i magistrati sono diventati ideologici, agiscono apertamente mentre prima si mascheravano sotto la copertura della giurisprudenza tecnocratica di Bruxelles.

Al di là della controversia sull’uso degli addetti parlamentari, ciò che scandalizza nella condanna di Marine Le Pen, è ovviamente l’esecuzione provvisoria della sentenza le cui motivazioni sono surreali e contraddittorie : il rischio di recidiva – quando  Marine Le Pen è stata dichiarata decaduta dalla sua funzione parlamentare  , e il fatto che , pur condannata possa presentarsi alle elezioni presidenziali , causando problemi di ordine pubblico.

Il motivo rimane puramente politico e, inoltre, viola i principi generali del diritto, poiché nessuno è definitivamente colpevole finché non ha esaurito le vie di ricorso. La sentenza è quindi giuridicamente infondata.

A questo punto aveva ragione,  J.D. Vance a Monaco. Soffia un vento cattivo sulla democrazia in Europa, e questo grazie all’abuso del diritto. Che un tribunale possa annullare il primo turno di un’elezione presidenziale in Romania perché il candidato in testa non è adatto all’UE, non solo non solleva l’indignazione generale, ma suscita il favore di Macron e dell’eurocrazia felici perché  questo precedente non abbia a ripetersi altrove .
Ursula von der Leyen aveva messo in guardia gli italiani, se avessero  avuto la sfortuna di votare male: “Se le cose vanno male, abbiamo gli strumenti” aveva detto nella conferenza stampa del 23/9/2022.
La pena pronunciata contro Marine Le Pen si inserisce nella stessa logica di eliminazione dell’avversario politico . Lo fanno per abuso di diritto, a dispetto dei diritti del popolo.

Eugenio Preta

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